LA RETINA

La retina, la membrana visiva interna dell'occhio, ha la funzione di ricevere i raggi di luce dall'ambiente esterno e di «impressionarsi», come una pellicola fotografica. L' immagine viene poi trasferita al cervello. E' una membrana molto sensibile e, per poter funzionare, ha un grande bisogno dell'ossigeno, apportato dalla circolazione sanguigna.

Durante l'esame del fondo oculare, essa appare generalmente di un colorito roseo-arancio, che risente della diversa pigmentazione razziale ed individuale.

 

LE DEGENERAZIONI RETINICHE

 

E' possibile che il vostro oculista vi abbia riscontrato una degenerazione «regmatogena» della retina, ponendo una diagnosi dalla nomenclatura a volte ermetica, a volte un po' bizzarra.

Vi sarà capitato di sentire diagnosi quali: degenerazione retinica «a palizzata», degenerazione retinica «a bava di lumaca», bianco senza pressione (white without pressure), aderenze paravascolari, retinoschisi.

Sarà bene comprendere il significato di questa terminologia. La parola «degenerazione» indica una

alterazione della retina, che conduce ad una compromissione della sua integrità anatomica.

Il termine «regmatogeno» deriva dalle parole greche «regma» = rottura e «genesis» = generatrice.

Infatti in tutte queste degenerazioni retiniche, esiste il rischio del verificarsi di una soluzione di continuo (rottura, foro retinico, ecc).

L'ulteriore complicazione di queste degenerazioni può essere il distacco retinico detto appunto «regmatogeno», caratterizzato dalla separazione dei foglietti costituenti la retina, e causato dalla

penetrazione, attraverso la soluzione di continuo, di liquido vitreale, fino alla parziale o totale separazione dei due foglietti retinici. La prima degenerazione retinica regmatogena

 

di cui ci occuperemo e quella cosiddetta «a palizzata» (Fig. 1). 

 

fig. 1

 

In questo caso si verifica un assottigliamento dello spessore retinico e l'occlusione di alcuni piccoli vasi, che per il loro caratteristico orientamento «a palizzata», conferiscono il nome a questa degenerazione.

Alcuni oculisti la definiscono «a lisca di pesce», «a griglia», ecc., sempre per la disposizione dei vasellini bianchi, poichénon più irrorati, che si intrecciano in svariati modi.

La  degenerazione «a bava di lumaca» (Fig. 2)

 

 

 fig. 2

 

deve il suo nome al caratteristico riflesso argenteo che ha la retina interessata.

Tale riflesso lattescente e/o argentato, corrisponde ad un'area retinica a nastro, che è assottigliata e presenta

un deposito di grassi nel suo contesto.Il «bianco senza pressione», o degenerazione pallida festonata, è una degenerazione dall'aspetto bianco e/o pallido, che corrisponde ad un'area retinica assottigliata e poco perfusa dalla circolazione sanguigna.

Il termine «senza pressione» sta ad indicare che tale degenerazione si osserva spontaneamente, senza alcun

bisogno di esercitare pressione sul globo oculare per evidenziarla.

Le «aderenze paravascolari» sono, come indica il termine,delle adesioni che il vitreo (umore gelatinoso interno dell'occhio) contrae con i vasi retinici. Queste aderenze paravasali possono, nel tempo, determinare una trazione che «lacera» la retinadeterminando il formarsi di una rottura.

Queste quattro degenerazioni retiniche regmatogene sono più frequenti nelle persone miopi ed interessano la periferia della retina, risparmiando la parte centrale del fondo oculare. Gli oculisti le definiscono appunto degenerazioni regmatogene «periferiche» della retina.

La «retinoschisi» è una affezione retinica che può essere presente dalla nascita ed è determinata dal formarsi di una schisi, cioè di una separazione in due foglietti dello strato retinico primariamente unico ed unito. Si forma cioè una specie di bolla, più o meno grande, dalle pareti molto sottili, che possono talora perforarsi e creare delle complicazioni.

E' molto importante sapere che queste degenerazioni sono spesso «asintomatiche», ciò significa che non creano

disturbi particolari all'ignaro paziente. Queste degenerazioni vengono riscontrate solo durante una visita oculistica completa ed accurata, e spesso durante una visita oculistica occasionale richiesta semplicemente per una prescrizione di occhiali.

Va precisato che essendo interessata la «retina», cioè la membrana oculare più interna, è necessario instillare dei colliri dilatatori della pupilla, in quanto solo così l'oculista potrà verificare l'eventuale presenza di tali patologie retiniche.

Spesso queste degenerazioni retiniche vengono visualizzate sugli schemi del fondo oculare con una simbologia grafica universale. 

 

         
 

Degenerazione «a palizzata»

XX XX

linea esterna blu X blu

 
 

Degenerazione

«a bava di lumaca»

xxxx

X blu

 
 

«Bianco senza pressione»

u

u

u

linea festonata blu

 
 

«Aderenze paravascolari»

λ

Y blu capovolta

 
 

«Retinoschisi»

xx

X X X X

linea esterna blu

centro X blu

E' bene precisare che esistono altre degenerazioni retiniche periferiche, abbiamo parlato di quelle più frequenti e di quelle più importanti da conoscere per la prevenzione del distacco retinico.

 

PREVENZIONE DEL DISTACCO DI RETINA

 

La degenerazione «a palizzata», alcuni tipi di degenerazione «a bava di lumaca», le aderenze paravascolari, la retinoschisi ed il bianco senza pressione sono tutte alterazioni retiniche da prendere in considerazione per poter poi decidere, caso per caso, la condotta clinica terapeuticamente più valida per il singolo paziente.

E' esperienza comune per molti oculisti che l'incidenza del distacco retinico risulti sensibilmente ridotta nella popolazione più civile negli ultimi decenni.

Il decremento dell'incidenza del distacco retinico è stato possibile grazie all'estensione delle visite oculistiche a più vasti strati della popolazione, allo screening dei soggetti miopi, all'aumentata consapevolezza e sensibilizzazione dei pazienti verso i problemi medici in genere, all'atteggiamento più «operativo» della moderna oculistica nei confronti delle degenerazioni regmatogene ed all'attenzione sempre crescente, in ambiente medico e non, verso la laserterapia.

E' molto importante sottolineare che una adeguata laserterapia, demarcando ed isolando le degenerazioni regmatogene dalla circostante retina sana, previene il verificarsi di un eventuale distacco retinico.

   

 

In genere è sufficiente una unica seduta ambulatoriale; talora, in base al numero delle lesioni, alla loro estensione ed alla sede adottata dall'operatore, può essere necessario un numero maggiore di sedute.

E' utile ricordare che esistono alcuni fattori di rischio di ordine generale (familiarità, hobbies e sports che espongano a traumi oculari) e locale (miopia e/o pregressi distacchi retinici nell'altro occhio), che predispongono maggiormente all'incidenza del distacco di retina.

Pertanto in loro presenza è maggiormente raccomandabile una laserterapia per scongiurare un eventuale intervento di chirurgia retinica.

 

 

E' opportuno far presente che non tutte le degenerazioni vanno trattate con il laser, alcune devono semplicemente essere tenute sotto osservazione negli anni. Concludendo, secondo i dettami del buon senso, è sempre consigliabile rivolgersi ad un medico oculista per assicurarsi un adeguato e completo esame oculare, ricevendo tutte le opportune informazioni e delucidazioni del caso ed instaurando un rapporto di proficua e fiduciosa collaborazione.

 

A cura della Prof.ssa Sandra Cinzia Carlesimo  e del Prof. Corrado Balacco Gabrieli